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| 18 mag 2022 | 12:37

Concerto di Vasco, quel paragone infelice tra il Coro e ''un anoressico a una gara di pastasciutta''. Lettera di un corista: ''Colpito e offeso''

Durante la conferenza stampa di presentazione delle band finaliste dell’Euregio rock contest uno degli organizzatori dell'evento, Fausto Bonfanti si è lasciato andare a un'uscita che ha raggelato i presenti. La lettera di Stefano Graiff del Coro San Romedio Anaunia: ''Caro amico, hai mancato di rispetto alle tante persone che soffrono. E i cori rappresentano una delle eccellenze culturali di questo nostro Trentino''

TRENTO. “Permettimi di dirti, caro amico, che a volte il linguaggio e le parole possono essere taglienti”: così, esordisce Stefano Graiff del Coro San Romedio Anaunia in una lettera inviata a il Dolomiti e indirizzata a Fausto Bonfanti di Intersuoni -Associazione Crisalide che è tra gli organizzatori del concertone di Vasco Rossi. Un testo scritto in risposta a una “grossolana” e infelice espressione pronunciata ieri (17 maggio) dallo stesso Bonfanti durante la conferenza stampa tenutasi al bar Baccus in piazza Fiera dedicata alle band finaliste dell’Euregio rock contest.

Un contesto di festa con figure istituzionali a prendere la parola e che ha visto Bonfanti uscirsene con una similitudine che ha raggelato i presenti in riferimento al Coro Genzianella, presente al concertone come "ospite speciale fuori concorso": "La presenza del coro sarebbe potuta apparire fuori contesto come un anoressico a una gara di pastasciutta - ha detto - ma è stato inserito proprio per sottolineare la presenza di molti generi musicali, non soltanto il rock".

 

Una forte dichiarazione che ha lasciato allibiti non soltanto i presenti ma anche molti lettori tra cui Graiff che, attraverso la propria penna, racconta il proprio sgomento. Nella lettera il corista, che scrive in prima persona, si dice anzitutto in accordo con il fatto che la presenza di un coro possa sembrare inusuale in un contesto che parla di musica rock. Ciò, non può tuttavia giustificare un’affermazione come quella pronunciata ieri. ''Ciò che mi ha colpito - scrive il corista - e, concedimi, offeso è l’espressione che tu hai pronunciato. Innanzitutto per il termine che tu hai usato, che manca di rispetto alle tante, troppe, persone, spesso giovani, che combattono con un problema, l’anoressia, che colpisce chi ne soffre travolgendo spesso affetti e legami famigliari''.

Bonfanti non si è per l’appunto soltanto rivolto “irrispettosamente” nei confronti di chi contro l’anoressia ci combatte ogni giorno ma anche nei confronti di chi nei cori canta e che racconta in realtà “la passione e l’impegno che insieme a centinaia di persone, quotidianamente, investo per tenere vivo un fenomeno culturale che forse più di altri certo più del rock di Vasco, per quanto anch’esso espressione importante e storica della musica italiana, rappresenta una delle eccellenze culturali di questo nostro Trentino”.

Un’espressione che per Graiff non “accompagna nel migliore dei modi” verso la data del tanto atteso concerto, momento che, tutti si augurano, possa svolgersi ''all’insegna di gioia e di festa''. Dopo tale esibizione, tuttavia, secondo il corista, sarà necessario interrompere l’“anestesia collettiva” ora in atto tornando a parlare di quelli che sono i temi realmente cruciali che interessano il nostro territorio. ''Questioni che riguardano temi importanti per la nostra terra - completa il corista -. Per rimanere nel mondo corale, ed in generale del volontariato culturale, ci auguriamo che dal 21 maggio qualcuno affronti le enormi difficoltà che le associazioni incontrano in questo periodo post pandemia, fra la difficile ripresa e le complesse questioni imposte dalla riforma del terzo settore che, senza un sostegno ed un accompagnamento, rischia di far saltare molte di esse; ricordiamoci che, di fatto, nella comunità locali e periferiche le associazioni del volontariato culturale sono essenziali per garantire progetti culturali, scuole musicali, teatro e tanto altro ai cittadini del Trentino. Con immutata stima ed amicizia e con l’augurio di successo''.

 

Ecco il testo integrale della lettera

 

Caro amico Fausto,

ho letto il tuo commento relativo alla presenza del Coro Genzianella al concerto di Vasco Rossi e ho scelto di utilizzare lo stesso strumento, la stampa, per proporti un paio di pensieri che spero tu posso accettare. In premessa possoosservare come io stesso fatico a comprendere la presenza di un Coro maschile popolare nel contesto di un concerto che propone un linguaggio e stili musicali molto diversi. Non ne comprendo l’utilità all’interno di un evento dove chi confluirà all’arena avrà probabilmente l’unico scopo di ascoltare Vasco e probabilmente poco apprezzerà di una proposta musicale come quella offerta da uno dei nostro Cori.

 

Ma è un parere personale; ciò che mi ha colpito e, concedimi, offeso è l’espressione che tu hai pronunciato. Innanzitutto per il termine che tu hai usato, che manca di rispetto alle tante, troppe, persone, spesso giovani, che combattono con un problema, l’anoressia, che colpisce chi ne soffre travolgendo spesso affetti e legami famigliari. Permettimi di dirti che a volte il linguaggio e le parole possono essere più taglienti e ferire profondamente le persone quanto la violenza che dovrebbe essere lontano da qualsiasi contesto culturale e di spettacolo.

 

Detto questo vivo anche un profondo disagio per ciò che hai detto rispetto alla passione ed all’impegno che insieme a centinaia di persone, quotidianamente, investo per tenere vivo un fenomeno Culturale che forse più di altri, certo più del rock di Vasco, per quanto anch’esso espressione importante e storica della musica italiana, rappresenta una delle eccellenze culturali di questo nostro Trentino. Un’ espressione musicale imitata e replicata in ogni regione d’Italia e, grazie al Coro della Sat in primis ed a tante altre formazioni, premiata in concorsi di livello nazionale, continentale e mondiale.

 

Un fenomeno di straordinaria importanza nella misura in cui è anche linguaggio che raccoglie e trasmette la memoria di un popolo; e, caro Fausto, la memoria è pilastro fondamentale per costruire il futuro di qualsiasi società. Quindi la tua espressione, permettimi, grossolana, che sottintende la povertà di un’espressione culturale come il nostro canto è fuori luogo ed in contrasto con la portata del fenomeno culturale che centinaia di coristi tengono vivo con il loro impegno.

 

Certo noi tutti siamo “dilettanti” ma vorrei stimolarti ad andare all’etimologia di questa parola: dilettante è colui che esercita un’attività mosso dal “diletto”, dunque dalla passione e dall’amore per la musica che propone. Musica, perché il canto popolare è prima di tutto musica; musica che spesso porta la firma di grandi musicisti, da Dionisi a Benedetti Michelangeli, da Mascagni a Chailly e tanti altri che si sono cimentati del dare vesti armoniche straordinarie a melodie che sono colonna e filo conduttore della storia e della memoria collettiva della nostra comunità.

 

Tutto ciò nel massimo rispetto di un grande artista quale Vasco Rossi e delle migliaia di fans che affolleranno la nuova Music Arena di Trento; la musica è un kaleidoscopio di armonie ed espressioni che raccontano epoche e culture con linguaggi diversi ma che ugualmente esprimono bellezza ed armonia. Dunque chi fa musica sa che la musica nasce dal concetto di armonia e di rispetto; rispetto per chi scrive e compone, rispetto per chi esegue, rispetto per chi ascolta. Permettimi, Fausto, forse questa tua espressione non è il modo migliore per accompagnare un momento che deve essere di festa per le migliaia di persone che verranno a Trento per ascoltare ed aspettare Vasco Rossi.

 

Auguro a tutti di vivere un momento di festa che sia all’insegna del rispetto e della gioia di vivere la musica per il grande valore che essa sa esprimere. Poi passerà anche questo fatidico 20 maggio che ormai ha sospeso in una sorta di anestesia collettiva ogni dibattito e confronto sui tanti, forse troppi, problemi che il nostro Trentino sta vivendo e che meritano la stessa attenzione e lo stesso investimento fatto per questa giornata.

 

Questioni che riguardano temi importanti per la nostra terra.

 

Per rimanere nel mondo corale, ed in generale del volontariato culturale, ci auguriamo che dal 21 maggio qualcuno affronti le enormi difficoltà che le associazioni incontrano in questo periodo post pandemia, fra la difficile ripresa e le complesse questioni imposte dalla riforma del terzo settore che, senza un sostegno ed un accompagnamento, rischia di far saltare molte di esse; ricordiamoci che, di fatto, nella comunità locali e periferiche le associazioni del volontariato culturale sono essenziali per garantire progetti culturali, scuole musicali, teatro e tanto altro ai cittadini del Trentino.

 

Con immutata stima ed amicizia e con l’augurio di successo.

 

Stefano Graiff

Corista

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